COMUNICATO STAMPA

Oggetto:

2362a Sessione del Consiglio

- AFFARI GENERALI -

Lussemburgo, 25 giugno 2001

 

 

Presidente:

Sig. ra Anna LINDH

Ministro degli affari esteri

del Regno di Svezia

 

SOMMARIO

PARTECIPANTI *

PUNTI DISCUSSI

BALCANI OCCIDENTALI - CONCLUSIONI *

DICHIARAZIONE SULL'EX REPUBBLICA JUGOSLAVA DI MACEDONIA *

MEDIO ORIENTE *

RIUNIONE CON L’ALTO COMMISSARIO DELLE NAZIONI UNITE PER I DIRITTI UMANI *

ZIMBABWE - CONCLUSIONI *

AFRICA OCCIDENTALE - CONCLUSIONI *

SEGUITO DEL CONSIGLIO EUROPEO DI GÖTEBORG *

FACILITAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE IN CROCIERA DI UN GIORNO TRA LA TURCHIA E LA GRECIA *

TURCHIA: DICHIARAZIONE DELLA PRESIDENZA, A NOME DELL’UNIONE EUROPEA SULLO SCIOGLIMENTO DEL PARTITO FAZILET *

VARIE *

- AZIONE COMUNE PER L'ISTITUZIONE DI UN CENTRO SATELLITARE DELL’UE *

PUNTI APPROVATI SENZA DISCUSSIONE

RELAZIONI ESTERNE *

- Giornata internazionale dell'ONU a sostegno delle vittime della tortura *

- Diritti umani e della democratizzazione nei paesi terzi – Conclusioni *

- Diritti umani in Africa *

- Costa d’Avorio – conclusioni delle consultazioni *

- Russia *

- Armi leggere e di piccolo calibro *

- Piano d'azione UE-Giappone *

- Cina - conclusioni *

- Posizione comune dell'UE su Cuba - conclusioni *

- Relazioni UE-Svizzera *

- Turchia *

- Ucraina *

- Associazione con la Slovacchia *

- Associazione con la Slovenia *

 

- UE-Mercosur *

- UE-Cile *

SEE *

- 15ª sessione del Consiglio SEE *

- Accordo SEE *

POLITICA DELL'OCCUPAZIONE E AFFARI SOCIALI *

- Misure di incentivazione nel settore dell'occupazione *

- Prescrizioni minime di sicurezza e di salute: esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dalle vibrazioni meccaniche *

PESCA *

- Accordo con la Danimarca e la Groenlandia *

TRASPARENZA *

- Conclusioni del Consiglio sull'apertura, la trasparenza e la buona condotta amministrativa *

- Accesso del pubblico ai documenti - Dichiarazione *

GIUSTIZIA, AFFARI INTERNI E PROTEZIONE CIVILE *

- Scambio dei risultati delle analisi del DNA *

- Criminalità internazionale ad alta tecnologia e criminalità informatica *

NOMINE *

- Comitato delle regioni *

_________________

Per ulteriori informazioni: tel. 02 285 64 23, 02 285 87 04, 02 285 81 11

PARTECIPANTI

I Governi degli Stati membri e la Commissione europea erano così rappresentati:

Per il Belgio:

Sig.ra Annemie NEYTS

Sottosegretario di Stato, aggiunto al Ministro degli affari esteri

Per la Danimarca:

Sig. Mogens LYKKETOFT

Sig. Friis Arne PETERSEN

Ministro degli affari esteri

Sottosegretario di Stato agli affari esteri

Per la Germania:

Sig. Joschka FISCHER

Sig. Christoph ZÖPEL

Ministro federale degli affari esteri e Vice Cancelliere federale

Ministro aggiunto ("Staatsminister") per gli affari esteri

Per la Grecia:

Sig. George PAPANDREOU

Sig.ra Elissavet PAPAZOÏ

Ministro degli affari esteri

Ministro aggiunto per gli affari esteri

Per la Spagna:

Sig. Josep PIQUÈ I CAMPS

Sig. Ramón DE MIGUEL Y EGEA

Ministro degli affari esteri

Sottosegretario di Stato per gli affari europei

Per la Francia:

Sig. Hubert VEDRINE

Ministro degli affari esteri

Per l'Irlanda:

Sig.ra May HANAFIN

Ministro aggiunto

Per l'Italia:

Sig. Renato RUGGIERO

Ministro degli affari esteri

Per il Lussemburgo:

Sig.ra Lydie POLFER

Ministro degli affari esteri e del commercio con l'estero

Per i Paesi Bassi:

Sig. Jozias VAN AARTSEN

Ministro degli affari esteri

Per l'Austria:

Sig.ra Benita FERRERO-WALDNER

Ministro federale degli affari esteri

Per il Portogallo:

Sig. Jaime GAMA

Sig.ra Teresa MOURA

Ministro degli affari esteri

Sottosegretario di Stato per gli affari europei

Per la Finlandia:

Sig. Erkki TUOMIOJA

Sig. Kimmo SASI

Ministro degli affari esteri

Ministro del commercio con l'estero e degli affari europei

Per la Svezia:

Sig.ra Anna LINDH

Sig. Hans DAHLGREN

Ministro degli affari esteri

Sottosegretario di Stato presso il Ministro degli affari esteri

Per il Regno Unito:

Sig. Jack STRAW

Sig. Peter HAIN

Ministro degli affari esteri e del Commonwealth

Ministro degli affari esteri

 

* * *

 

 

Per la Commissione:

Sig. Chris PATTEN

Membro

 

* * *

Segretariato Generale del Consiglio:

Sig. Javier SOLANA

Segretario Generale/Alto Rappresentante per la PESC

 

* * *

Altri partecipanti (per i Balcani occidentali):

Sig. Bodo HOMBACH

 

Rappresentante speciale dell'UE per il patto di stabilità per l'Europa sudorientale

 

 

 

 

BALCANI OCCIDENTALI - CONCLUSIONI

In occasione del Consiglio "Affari generali" i Ministri dell'UE si sono incontrati con il sig. Mitreva, Ministro degli Affari esteri dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia. Il Consiglio ha adottato una dichiarazione sull'ex Repubblica jugoslava di Macedonia.

Il Consiglio attende con interesse la conferenza dei donatori per la RFJ, che si svolgerà il 29 giugno a Bruxelles e sarà presieduta congiuntamente dalla Commissione e dalla Banca mondiale. Il successo di tale evento contribuirà all'ulteriore rafforzamento del processo verso la democratizzazione e le riforme intrapreso dalla dirigenza jugoslava, che avvicinerà la popolazione dell'RFJ all'integrazione europea.

Il Consiglio ha accolto con soddisfazione l'adozione in data 22 giugno, da parte del Governo della RFJ, del decreto che disciplina la cooperazione con il tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY). Ciò costituisce un passo positivo verso la necessaria piena cooperazione con tale tribunale.

Il Consiglio si è compiaciuto del pacifico svolgimento del primo turno elettorale che ha avuto luogo in Albania il 24 giugno. La conclusione delle elezioni all'inizio del prossimo mese nel pieno rispetto delle norme dell'OSCE contribuirà all'ulteriore rafforzamento delle istituzioni democratiche del paese e al suo ravvicinamento alle strutture europee, attraverso il processo di stabilizzazione e associazione. Il Consiglio ha accolto con grande favore la decisione del Comitato direttivo di prorogare di un anno il mandato dell'Alto Rappresentante per la Bosnia-Erzegovina, Sig. Wolfgang Petritsch. Il Consiglio ha ribadito il suo pieno appoggio agli infaticabili sforzi compiuti dall'Alto Rappresentante per assicurare l'attuazione degli accordi di Dayton/Parigi.

Il Consiglio si è rammaricato del fatto che non sia ancora stata adottata una legge elettorale in Bosnia-Erzegovina. Il Consiglio ha ricordato che l'adozione di tale legge è uno dei requisiti essenziali per una maggiore integrazione nelle strutture europee.

Il Consiglio continua a condannare ogni forma di estremismo nella regione ed è costantemente impegnato per evitare che tali azioni minino i processi democratici. Il Consiglio sta esaminando misure restrittive, compreso il divieto di visto contro gli estremisti.

 

Il Consiglio attende con interesse la terza riunione del tavolo regionale del Patto di stabilità, che si terrà a Bruxelles il 28 giugno e che costituisce un importante passo nella preparazione della seconda conferenza regionale prevista in ottobre, sulla base delle priorità dell'UE per il Patto di stabilità recentemente convenute e alle strategie da elaborare in merito.

 

DICHIARAZIONE SULL'EX REPUBBLICA JUGOSLAVA DI MACEDONIA

La situazione critica nell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia desta serie preoccupazioni all’UE. Tutti i leader politici dell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia hanno la grandissima responsabilità, nei confronti della loro popolazione e delle popolazioni della regione, di agire con urgenza e risolutezza per prevenire ulteriori violenze e il rischio di una guerra civile. Il Consiglio ribadisce che l'UE annette grande importanza all'inviolabilità delle frontiere internazionalmente riconosciute e alla sovranità e integrità territoriale dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, che deve basarsi sulla cittadinanza e non sull'origine etnica.

Il Consiglio si è compiaciuto del ruolo determinante svolto dall’Alto Rappresentante Solana nell’accordo sulla smilitarizzazione dell’Aracinovo. L’accordo deve ora essere rispettato e seguito rapidamente da un effettivo cessate il fuoco nell’intero paese nonché da ulteriori progressi nel rafforzamento della fiducia e nella smilitarizzazione.

Il Consiglio prende atto con preoccupazione del riarmo in corso nella zona. Non vi sono soluzioni militari all’attuale crisi. Il dialogo politico deve essere ripreso con il sostegno della comunità internazionale e condurre a rapidi risultati. Tali risultati determineranno lo sviluppo successivo delle relazioni dell’UE con l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia e la possibilità di ulteriore assistenza.

L’UE proseguirà gli sforzi per contribuire attivamente alla soluzione della crisi, in stretta collaborazione con la NATO nonché con i principali partner e organizzazioni interessate.

Quale ulteriore iniziativa, il Consiglio ha convenuto di nominare il sig. François LEOTARD, per un periodo limitato, Rappresentante dell’UE residente a Skopje, che opererà sotto l’autorità dell’Alto Rappresentante.

 

 

MEDIO ORIENTE

Durante la colazione, i Ministri hanno esaminato l’attuale situazione del Medio Oriente sulla base di una relazione orale del SG/AR SOLANA sulla sua ultima visita nella regione. Tale visita, effettuata in data 22 giugno, ha compreso riunioni con il Presidente ARAFAT dell’Autorità palestinese e con il Primo Ministro SHARON e il Ministro degli affari esteri PERES di Israele.

 

 

*

* *

 

 

RIUNIONE CON L’ALTO COMMISSARIO DELLE NAZIONI UNITE PER I DIRITTI UMANI

Durante la pausa per il caffè, i Ministri hanno incontrato Mary ROBINSON, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, per fare il punto sui preparativi per la prossima Conferenza mondiale contro il razzismo che si svolgerà a Durban, Sudafrica, dal 31 agosto al 7 settembre 2001.

 

ZIMBABWE - CONCLUSIONI

Il Consiglio ha preso atto della mancanza di progressi sostanziali nel dialogo politico in corso con il governo dello Zimbabwe e ha espresso profonda preoccupazione per i recenti sviluppi nel paese. Ha sottolineato che, quale assoluta priorità, il dialogo dovrebbe portare a risultati rapidi e tangibili su quanto segue:

- fine della violenza politica e, segnatamente, fine di ogni incoraggiamento o accettazione ufficiali di tale violenza;

- invito all'UE a sostenere e osservare le prossime elezioni e pieno accesso a tal fine;

- azione concreta per garantire la libertà dei mezzi di comunicazione di massa;

- indipendenza del sistema giudiziario e rispetto delle sue decisioni;

- fine dell'occupazione illegale della proprietà.

Il Consiglio ha convenuto di seguire da vicino, nei prossimi due mesi, gli sviluppi in questi settori e le questioni generali concernenti lo Stato di diritto, la politica economica e la riforma fondiaria nonché di adottare le opportune azioni in caso di insufficienti progressi sostanziali.

 

AFRICA OCCIDENTALE - CONCLUSIONI

L'Unione europea ha seguito con viva preoccupazione la crisi politica e umanitaria nella subregione dell'Africa occidentale costituita dai paesi dell'Unione del fiume Mano (Liberia, Sierra Leone, Guinea), causata principalmente dalle tensioni nelle zone di frontiera. Il Consiglio ha apprezzato i risultati della missione ad alto livello svolta dalla Troika dell'UE il 29-31 maggio presso tali paesi e il Mali, che esercita attualmente la presidenza dell'ECOWAS, per valutare in quale modo l'Unione possa contribuire alla soluzione della crisi attuale.

Il Consiglio ha sottolineato che la crisi politica nella regione può essere risolta soltanto attraverso un dialogo costruttivo tra le parti interessate, in particolare tra la Liberia e la Guinea, ed ha esortato ad avviare tale dialogo senza alcun indugio. Ha ribadito il suo sostegno all'ECOWAS negli sforzi intrapresi a questo riguardo, dichiarandosi altresì disponibile ad aumentare l'assistenza a lungo termine prestata all'ECOWAS per lo sviluppo delle capacità, segnatamente nei settori della prevenzione dei conflitti, della gestione delle crisi e del mantenimento della pace regionale.

Il Consiglio ha confermato il suo sostegno agli sforzi compiuti sotto l'egida dell'ECOWAS per ripristinare la pace e la stabilità nella regione. In tale contesto esso ha preso atto delle discussioni in corso riguardanti l'eventuale spiegamento di una forza alla frontiera tra la Guinea e la Liberia. Il Consiglio ha espresso la sua disponibilità a prendere in considerazione la possibilità di un appoggio a tale forza, purché essa ottenga il consenso esplicito e la cooperazione dei governi interessati, nell'ambito di un processo globale di creazione di un clima di fiducia.

Il Consiglio ha dichiarato il suo fermo appoggio alla risoluzione 1343 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e ne ha chiesto l'attuazione rapida e efficace.

Il Consiglio si è compiaciuto degli sviluppi positivi registrati sulla via della pace in Sierra Leone. Esso ha espresso pieno appoggio alla missione UNAMSIL e ne ha lodato l'impegno per garantire una maggiore presenza in tutto il paese e un efficace processo di disarmo, tenendo conto delle particolari esigenze dei soldati bambini nel processo di disarmo e reinserimento.

 

 

Il Consiglio si è rallegrato dell'intenzione del Governo della Sierra Leone di tenere elezioni presidenziali e legislative nel dicembre 2001. In proposito, il Consiglio ha apprezzato l'intenzione della Commissione di sostituire finanziariamente le elezioni. L'Unione europea prenderà in esame la possibilità di fungere da osservatore alle elezioni.

Il Consiglio ha deciso di seguire attentamente l'evoluzione della situazione nei paesi della regione del fiume Mano. Al riguardo ha accolto favorevolmente l'intenzione della Presidenza di nominare un rappresentante per allacciare contatti ad alto livello.

 

 

SEGUITO DEL CONSIGLIO EUROPEO DI GÖTEBORG

Il Consiglio ha preso atto di un documento di lavoro presentato dalla Presidenza in cui si presenta una panoramica dei vari rinvii a future riunioni del Consiglio europeo e di altre conclusioni operative di Göteborg che debbono essere portate avanti dalle prossime presidenze.

Il Presidente ha sottolineato in particolare l’attenzione che era necessario riservare all’attuazione della strategia dello sviluppo sostenibile e l’importanza che la conferenza sui cambiamenti climatici di Bonn a metà luglio sia un successo, in vista della ratifica del protocollo di Kyoto. Ha inoltre espresso la sua intenzione, in questo contesto, di organizzare, insieme alla presidenza belga entrante ed alla Commissione, delle missioni di troica in Giappone ed in Australia all’inizio di luglio.

Il Consiglio ha altresì tenuto uno scambio di opinioni sui fatti prodottisi a Göteborg durante il vertice e ha espresso profonda preoccupazione per il violento comportamento di alcuni dimostranti. Dopo l’esame, da parte degli esperti di polizia, delle modalità e degli strumenti per migliorare l’azione e la cooperazione in questo settore fra Stati membri, il Consiglio Giustizia e Affari interni si riunirà il 13 luglio per discutere adeguate misure volte ad evitare il ripetersi di simili fatti.

Il Consiglio ha inoltre chiesto alla presidenza entrante di ritornare sulla questione dell’organizzazione di un dialogo politico sui problemi sollevati dalla globalizzazione.

 

FACILITAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE IN CROCIERA DI UN GIORNO TRA LA TURCHIA E LA GRECIA

Il Consiglio ha espresso il suo esplicito accordo per la ricerca di una soluzione alla richiesta greca di facilitare la circolazione delle persone in crociera di un giorno tra la Turchia e la Grecia. Ha osservato che la questione esigeva un’ulteriore analisi tecnica sulla base dei dettagli forniti dalla delegazione greca ed ha chiesto ai suoi organismi competenti di affrontare scrupolosamente la questione nella prospettiva di presentare al più presto una soluzione pratica.

 

TURCHIA: DICHIARAZIONE DELLA PRESIDENZA, A NOME DELL’UNIONE EUROPEA SULLO SCIOGLIMENTO DEL PARTITO FAZILET

L’Unione europea prende atto con preoccupazione che il 22 giugno la Corte costituzionale turca ha deciso di ordinare lo scioglimento del Partito della virtù, di confiscarne i beni e di vietare ad alcuni suoi membri di partecipare alla Grande Assemblea nazionale turca o di esercitare qualsiasi attività politica per cinque anni. Tale decisione ha delle implicazioni per il pluralismo democratico e per la libertà di espressione in Turchia, paese candidato all’adesione all’UE.

La decisione pone in evidenza la necessità che la Turchia prosegua le riforme politiche, al fine di attuare le priorità del partenariato per l’adesione adottato dall’UE l’8 marzo 2001. L’UE è consapevole degli sforzi che il Governo turco e la Grande Assemblea nazionale turca stanno compiendo per attuare una riforma costituzionale, in seguito alla presentazione da parte della Turchia del programma nazionale per l’adozione dell’acquis. L’UE si aspetta che tale processo sia concluda nel prossimo futuro e conformemente ai criteri politici di Copenaghen.

 

VARIE

- AZIONE COMUNE PER L'ISTITUZIONE DI UN CENTRO SATELLITARE DELL’UE

Il Consiglio ha preso atto delle preoccupazioni espresse dalla delegazione spagnola quanto all’istituzione di un centro satellitare dell’UE in grado di essere operativo entro il 1° gennaio 2002. La Presidenza ha espresso l’auspicio che i lavori possano essere accelerati e che le questioni rimaste insolute si risolvano rapidamente facendo sì che l’azione comune venga adottata tempestivamente.

 

PUNTI APPROVATI SENZA DISCUSSIONE

(Le decisioni che comportano dichiarazioni a verbale del Consiglio accessibili al pubblico sono contraddistinte da un asterisco; le dichiarazioni in questione possono essere ottenute presso il servizio stampa.)

RELAZIONI ESTERNE

Giornata internazionale dell'ONU a sostegno delle vittime della tortura

"In occasione della Giornata internazionale dell'ONU a sostegno delle vittime della tortura (26 giugno), l’Unione europea sottolinea l’importanza fondamentale che essa attribuisce alla prevenzione e all’eliminazione della tortura e di altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti in tutte le parti del mondo. La tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti sono tra le più turpi violazioni dei diritti dell'uomo e della dignità umana. Questa giornata è un’occasione per levare la voce contro questa piaga, per ricordare coloro che ne sono vittime e per rendere omaggio a coloro che combattono la tortura ed assistono le vittime a superare le sofferenze fisiche e psicologiche.

Quattordici anni fa, il 26 giugno 1987, è entrata in vigore la Convenzione ONU contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti. Da allora 124 Stati hanno ratificato la convenzione. Ciononostante, la tortura continua ad essere praticata e gli autori di tali atti restano tuttora impuniti, anche in paesi che hanno ratificato la convenzione. Ciò sottolinea la necessità di maggiori interventi attivi e concertati a livello nazionale, regionale e internazionale, verso l’obiettivo dell'eliminazione della tortura ovunque nel mondo. È in tale contesto che l’Unione europea ha adottato, nell’aprile di quest’anno, orientamenti per una politica dell'UE nei confronti dei paesi terzi in materia di tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, confermando in tal modo che la questione è al centro della politica comunitaria in materia di diritti umani. Gli orientamenti forniscono uno strumento operativo che mette l’UE in condizione di intervenire in casi di tortura e di potenziare gli sforzi per un ulteriore rafforzamento del rispetto dei principi e delle norme internazionali.

L’Unione europea esprime plauso e sostegno all’attività svolta dall’ONU, dal Consiglio d’Europa e dall’OSCE nella lotta alla tortura. La cooperazione da parte degli Stati con i meccanismi internazionali, come il Relatore speciale delle Nazioni Unite e il Comitato contro la tortura, è fondamentale per rendere efficace il nostro sistema internazionale di protezione e promozione dei diritti dell’uomo. L'Unione europea sostiene la rapida adozione di un protocollo facoltativo alla Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, che prevede un meccanismo indipendente ed efficace di visite internazionali per la prevenzione della tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti. L'Unione appoggia inoltre concretamente l'attività del Fondo ONU di contribuzioni volontarie per le vittime della tortura. Mediante finanziamenti a livello nazionale e comunitario, essa offre inoltre un sostegno concreto alle organizzazioni che forniscono assistenza medica, sociale, giuridica e di altra natura a tanti uomini, donne e bambini vittime della tortura, aiutandoli a riacquistare la salute e a recuperare la dignità di esseri umani.

Merita particolare attenzione il ruolo svolto dalle ONG che si occupano di diritti umani e dai difensori dei medesimi. Essi operano altruisticamente, e spesso con gravi rischi, per informare la comunità internazionale dei casi di tortura e per assistere coloro che rischiano di esserne vittime. L'Unione Europa si compiace del contributo delle ONG per rendere tale Giornata un avvenimento particolarmente incisivo. La partecipazione attiva e costante di molti settori quali la società civile, comprese le ONG, l'impegno professionale di avvocati, polizia, personale medico ed educatori, ecc. e le iniziative dei governi sono essenziali per trovare vie e strumenti per combattere la tortura.

È necessaria la partecipazione di tutti al fine di liberare il mondo dalla tortura."

 

Diritti umani e della democratizzazione nei paesi terzi – Conclusioni

"Introduzione

1. Ricordando la dichiarazione di Vienna dell'Unione europea del 10 dicembre 1998 ed altri pertinenti strumenti (allegato), il Consiglio ribadisce l'impegno dell'Unione europea nei confronti dei principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani, universali e indivisibili delle libertà fondamentali e dello stato di diritto contenuti negli articoli 6 e 11 del trattato sull'Unione europea e nell'articolo 177, paragrafo 2 del trattato che istituisce la Comunità europea. La proclamazione della Carta dei diritti fondamentali del 10 dicembre 2000 riflette l'importanza capitale dei diritti umani in tutte le politiche e attività dell'Unione europea.

2. Il Consiglio accoglie con favore la comunicazione della Commissione sul ruolo dell'Unione europea nella promozione dei diritti umani e della democratizzazione nei paesi terzi (COM (2001) 252 defin.) quale valido contributo per rafforzare la coerenza della politica dell'UE nel settore dei diritti umani e della democratizzazione. Consapevole che la democrazia sostenibile e il rispetto dei diritti umani devono costruirsi all'interno delle società, il Consiglio riafferma la propria determinazione a promuovere ambienti stabili e democratici, basati sul pieno godimento dei diritti umani. Il Consiglio considera tale obiettivo essenziale per il programma europeo di prevenzione dei conflitti violenti e una pietra miliare dei suoi lavori per contribuire alla riduzione della povertà, e alla promozione di uno sviluppo sociale ed economico, di una pace e di una sicurezza sostenibili.

Principi

3. Per conseguire una politica dell'UE in materia di diritti umani e democratizzazione più informata, credibile, coerente ed efficace, il Consiglio ribadisce il suo impegno per realizzare i seguenti obiettivi:

- coerenza tra l'azione comunitaria e la politica estera e di sicurezza comune (PESC) nonché una politica di sviluppo attraverso uno stretto coordinamento tra i suoi organi competenti e con la Commissione;

- "integrazione" (mainstreaming) dei diritti umani e della democratizzazione nelle pertinenti politiche ed azioni dell'UE;

- apertura dell'UE in materia di diritti umani e politica di democratizzazione attraverso un dialogo con il Parlamento europeo e la società civile;

- identificazione e riesame periodici delle azioni prioritarie nell'attuazione della sua politica in materia di diritti umani e di democratizzazione.

Metodi e follow-up

Coerenza

4. Il Consiglio sottolinea l'importanza di accrescere il coordinamento e la cooperazione tra le azioni comunitarie e la PESC nella promozione e tutela dei diritti umani e negli sforzi per rafforzare la democrazia. Il Consiglio ricorda pertanto che le azioni comunitarie nei pertinenti settori dovrebbero essere coerenti con l'azione globale dell'Unione europea, inclusa la PESC. Il Consiglio condivide il parere della Commissione che tali obiettivi dovrebbero essere raggiunti senza la creazione di nuove strutture.

 

5. Il Consiglio pone in rilievo l'importanza di una stretta cooperazione tra i suoi organi competenti che permetterebbe la presa di decisioni coerenti sulle questioni intersettoriali di promozione dei diritti umani e della democratizzazione. In tale contesto, esso sottolinea il ruolo del Gruppo "Diritti umani" (COHOM) nel garantire un approccio efficace e coerente di questi problemi insieme ai Gruppi geografici ed altri Gruppi pertinenti. Tale ruolo dovrebbe essere potenziato.

6. Il Consiglio raccomanda che l'Alto Rappresentante per la PESC assicuri che siano poste in essere strutture adeguate nell'ambito del Segretariato del Consiglio per fornire un punto focale ed accrescere la coerenza della dimensione dei diritti umani nei dialoghi politici della PESC e nelle altre azioni, incluso nel settore della prevenzione dei conflitti e della gestione delle crisi.

7. Il Consiglio sottolinea l'importanza del ruolo dei Capi missione dell'UE, e segnatamente delle loro relazioni, che contribuiscono a definire una politica informata in materia di diritti umani e di democratizzazione.

8. Il Consiglio rileva l'importanza della coerenza tra la politica globale dell'UE e la sua posizione in sedi internazionali e regionali quali l'ONU, l'OSCE e il Consiglio d'Europa. A tal fine il Consiglio verificherà, nell'intervallo tra le sessioni della Commissione dei diritti dell'uomo, l'attuazione delle risoluzioni sottoposte dall'UE alla Commissione stessa.

9. Il Consiglio sottolinea che è necessario garantire la coerenza tra le politiche interne e esterne e che occorre ricercare mezzi e prassi in tal senso. La credibilità della politica dell'UE in materia dei diritti umani richiede un'applicazione coerente delle norme sui diritti umani in tutti i settori, incluso il processo di allargamento.

10. Il Consiglio si compiace ed incoraggia la decisione della Commissione di adottare un approccio più strategico per quanto riguarda l'iniziativa europea per la democrazia e i diritti umani (EIDHR) in modo che i programmi e i progetti corrispondano agli impegni e alle politiche dell'UE e consentano di avvalersi degli strumenti fondamentali disponibili in questo settore. Esso si congratula per l'approccio della Commissione inteso a riformare la programmazione e l'attuazione dell'EIDHR e per la riforma generale dell'assistenza esterna della CE.

11. Il Consiglio suggerisce che venga ulteriormente esaminata la questione di una possibile strategia comune dell'UE in materia di diritti umani e democratizzazione. Il Consiglio terrà inoltre conto delle esperienze positive acquisite grazie agli orientamenti e alle posizioni comuni dell'UE in vigore.

Integrazione

12. A parere del Consiglio, dovrebbe essere intensificato il processo di integrazione degli obiettivi in materia di diritti umani e democratizzazione in tutti gli aspetti delle politiche esterne ed interne. Attraverso l'integrazione si può dare impatto alle priorità politiche, senza necessariamente implicare in forti dotazioni di bilancio.

13.

Il Consiglio raccomanda di promuovere, attraverso il dialogo e la cooperazione, il rispetto dei diritti umani e della democrazia, basato su norme e strumenti internazionali, in particolare quelli delle Nazioni Unite, fermo restando che occorre dichiararsi apertamente contrari alle violazioni dei diritti umani. Il Consiglio attribuisce una grande importanza al dialogo sui diritti umani con i paesi terzi. I diritti dell'uomo e la democratizzazione dovrebbero inoltre essere, sistematicamente e ai diversi livelli, inclusi in tutti i dialoghi politici dell'UE e nelle relazioni bilaterali con i paesi terzi. Il Consiglio sottolinea che le questioni trattate nei dialoghi con i paesi terzi devono essere coerenti con la politica generale dell'UE nei confronti del paese in questione, incluse le posizioni dell'UE nelle sedi internazionali e regionali.

14. Il linea con l'impegno dell'Unione europea a promuovere i diritti umani e ad applicare, allorquando possibile, un approccio positivo e di sostengo, il Consiglio ritiene che si debba dar prova di grande flessibilità quando ci si avvale degli strumenti e dei meccanismi dell'UE e della CE come, ad esempio i dialoghi politici, le clausole relative ai diritti umani e gli incentivi finanziari.

15. Il Consiglio accoglie favorevolmente l'intenzione della Commissione di esaminare se sia possibile, in altri settori della politica comunitaria, quali l'immigrazione e l'ambiente, promuovere politiche ed iniziative che favoriscano il rispetto dei diritti umani e la democratizzazione, in particolare cercando di sviluppare la responsabilità sociale delle imprese. Un aumento degli scambi commerciali e una loro ulteriore liberalizzazione possono contribuire a promuovere il rispetto dei diritti umani. Il Consiglio fa appello a un dialogo internazionale rafforzato sulla relazione tra il commercio e lo sviluppo sociale, che includa le norme "fondamentali" di lavoro.

16. Il quadro di cooperazione comunitario per documenti di strategia per paese, basato, se esistono, su piani nazionali come le strategie per la riduzione della povertà, dovrebbe contribuire ad un approccio più sistematico al problema dei diritti umani e della democratizzazione. Le questioni dei diritti umani e della democrazia dovrebbero essere incluse nelle fasi di previsione, concezione, attuazione e controllo delle politiche e dei programmi. Il Consiglio invita la Commissione ad assicurare la coerenza, anche tenendo conto del parere dei Capi missione, tra i documenti di strategia per paese, documenti e le considerazioni in materia di PESC. Il Consiglio si compiace dell'impegno della Commissione di avvalersi del Gruppo interservizi per il sostengo della qualità per verificare che i principi inerenti ai diritti umani siano inclusi nei documenti di strategia per paese.

17. Il Consiglio conferma di essere impegnato in un approccio dello sviluppo basato sui diritti, che tenga conto che la riduzione della povertà richiede di offrire la possibilità di esprimersi, l'opportunità e la sicurezza. In questo contesto un ambiente democratico è indispensabile. La promozione della democrazia dovrebbe dunque mirare a fornire un quadro strutturale per la realizzazione di tutti i diritti umani e per l'eradicazione della povertà.

Apertura

18. Il Consiglio raccomanda di proseguire attivamente il dialogo con il Parlamento europeo. Il Consiglio si congratula per le relazioni annuali del Parlamento europeo sui diritti umani, che esprimono una conoscenza e un impegno profondi. Il Consiglio intende continuare a sviluppare la relazione annuale dell'UE sui diritti umani.

19. Il Consiglio proseguirà i suoi sforzi per rafforzare l'apertura delle sue azioni in materia di diritti dell'uomo e per garantire un dialogo efficace con la società civile. Il dialogo, inclusi gli scambi di informazioni ed esperienze, dovrebbe avere come obiettivo una partecipazione attiva della società civile. In tale contesto, il Consiglio intende esaminare, in collaborazione con la Commissione, come rendere più efficaci le sedi di discussione in materia di diritti umani nell'ambito dell'UE.

Priorità

20. Riferendosi alle misure per rafforzare la politica dell'UE in materia di diritti umani citata nella dichiarazione di Vienna dell'UE del 1998, il Consiglio raccomanda che i settori di azioni prioritarie siano regolarmente riesaminati ed aggiornati in modo da fornire orientamenti per l'elaborazione delle politiche a breve e a lungo termine.

21. Il Consiglio si compiace delle priorità definite nella comunicazione della Commissione per quanto riguarda l'EIDHR e attende per il riesame e l'aggiornamento periodici di tali priorità. Nell'operare per la promozione dei diritti umani e della democratizzazione, il Consiglio si concentrerà su queste e altre questioni chiave quali i diritti del fanciullo, la libertà dei mass media e al rafforzamento della società civile, in particolare mediante la formazione al rispetto dei diritti umani. L'UE deve applicare una prospettiva di genere in tutta la sua politica sui diritti umani e sulla democratizzazione, compresi i diritti del fanciullo se del caso.

22. Il Consiglio sottolinea che l'UE proseguirà la consueta cooperazione con le Nazioni Unite e ritiene che occorra esplorare tutte le possibilità per rafforzare tale cooperazione, più specificamente con l'Ufficio dell'Alto commissario per i diritti umani così come con altre organizzazioni internazionali e regionali, quali il Consiglio d'Europa e l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, vista l'importanza che l'UE attribuisce al rispetto universale e alla coerente applicazione degli strumenti internazionali in materia di diritti umani.

ALLEGATO delle conclusioni del Consiglio sul ruolo dell'Unione europea nella promozione dei diritti umani e della democratizzazione nei paesi terzi

 

§ Dichiarazione del Consiglio e della Commissione sulla politica di sviluppo della Comunità europea, 10 novembre 2000 (doc. 13458/00)

§ Conclusioni del Consiglio relative al quadro normalizzato per i documenti di strategia per paese, 10 novembre 2000 (doc. 13357/00)

§ Orientamenti per rafforzare il coordinamento operativo fra la Comunità e gli Stati membri nel settore dell’assistenza esterna, 22 gennaio 2001 (doc. 5431/01)

§ Conclusioni del Consiglio in materia di assistenza e monitoraggio delle elezioni da parte dell'UE, 31 maggio 2001 (doc. 9990/01))

§ Conclusioni del Consiglio sul collegamento tra aiuto, risanamento e sviluppo, 31 maggio 2001 (doc. 9989/01)

§ Conclusioni del Consiglio sulla relazione speciale n. 21/2000 della Corte dei conti sulla gestione dei programmi di aiuti esterni della Commissione, 31 maggio 2001 (doc. 9983/01)

§ Conclusioni di procedura del Consiglio sulla prevenzione dei conflitti, 31 maggio 2001 (doc. 9991/01)

§ Regolamenti del Consiglio nn. 975/1999 e 976/1999 (GU L 120/1 e L 120/8 del 29 aprile 1999)

§ Accordo di partenariato ACP-UE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 (GU L 317 del 15 dicembre 2000)

Diritti umani in Africa

Il Consiglio ha approvato una relazione sul riesame della posizione comune sui diritti umani, i principi democratici, lo stato di diritto e il buon governo in Africa. Si tratta della sesta relazione di questo tipo, che comprende il periodo 26 novembre 2000 – 25 maggio 2001.

Nel periodo in esame, la situazione di taluni paesi africani per quanto riguarda i diritti dell'uomo, i principi democratici, lo Stato di diritto e il buon governo ha continuato ad essere preoccupante. Nel contempo si assiste in diversi casi a un cammino verso un aumento dell’apertura e del pluralismo e un miglioramento della pace e della stabilità. Nel periodo in esame, l'Unione europea ha avviato l'azione sia a livello orizzontale (per esempio, in relazione agli organismi regionali o subregionali, ai consessi multilaterali, ecc.) che in relazione a determinati paesi africani.

Per quanto riguarda l’azione a livello orizzontale, l’UE ha seguito da vicino gli sviluppi della situazione politica in tutto il continente e ha sollecitato i governi africani al rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto, in particolare nel contesto dei conflitti

Ha continuato a privilegiare i temi della democrazia e dei diritti umani nel dialogo politico in corso con l'OUA e le organizzazioni regionali quali la SADC, l'ECOWAS e l'IGAD, nonché nel quadro delle relazioni UE-ACP, nell’ambito della Commissione dei diritti umani dell’ONU a Ginevra nonché nei contatti con i singoli paesi ed ha fatto pieno uso, in vari casi, delle nuove disposizioni dell’accordo di Cotonou sul dialogo politico. Facevano parte dell’azione UE anche il sostegno alle elezioni ed al controllo delle elezioni in taluni paesi africani.

Ha inoltre esaminato varie comunicazioni della Commissione su questioni orizzontali di particolare pertinenza per la situazione in Africa ed ha adottato la posizione comune sulla prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti in Africa.

Quanto alle azioni specifiche per paese, la relazione ha affrontato la situazione nei seguenti paesi: regione dei Grandi Laghi, Repubblica democratica del Congo, Ruanda, Burundi, Zimbabwe, Zambia, Angola, Namibia, Mozambico, Zanzibar, Tanzania, Comore, Etiopia ed Eritrea, Sudan, Uganda, Kenya, Somalia, Nigeria, Guinea, Liberia, Sierra Leone, Costa d’Avorio, Togo, Capo Verde, Benin, Repubblica del Congo e Ciad.

Costa d’Avorio – conclusioni delle consultazioni

Il Consiglio ha adottato un decisione sulla conclusione delle consultazioni con la Costa d’Avorio ai sensi dell’articolo 96 dell’accordo di Cotonou. In data 22 gennaio 2001, il Consiglio aveva deciso di aprire nuove consultazioni, considerate le persistenti difficoltà politiche in cui versava il paese. Nel corso delle consultazioni, che si sono tenute il 15 febbraio 2001, l’UE ha preso atto degli impegni assunti dalle autorità ivoriane. Si è successivamente tenuto ad Abidjan un dialogo periodico ed intenso, volto a valutare i progressi. La decisione di concludere le consultazioni rispecchia il fatto che varie misure significative sono state prese dalle autorità ivoriane, compresa l’organizzazione di elezioni locali aperte a tutti i partiti, l’avvio di un dialogo con tutti i partiti politici e di un dibattito sulla riconciliazione nazionale nonché l’apertura di procedimenti giudiziari concernenti alcuni gravi casi di violazione dei diritti dell’uomo. Queste iniziative sono una chiara indicazione che è in corso un processo che dovrebbe ristabilire la stabilità sociale e politica del paese.

Tuttavia, i seguenti punti continuano ad essere motivo di preoccupazione e richiedono un controllo continuo: ancora si attendono iniziative politiche per promuovere la riconciliazione nazionale ed il dialogo, che comprende tutti i partiti politici, deve essere mantenuto; ancora si attende la nomina, nel rispetto dei principi di indipendenza e neutralità, dei giudici che siederanno nei tribunali ivoriani; le inchieste ed i procedimenti giudiziari concernenti gli atti di violenza perpetrati durante il 2000 debbono essere avviati e/o accelerati e la pubblica condanna delle manifestazioni di xenofobia necessita ancora del sostegno di misure pratiche supplementari e di una dichiarazione politica ufficiale.

Considerato che misure significative sono già state prese, seppure alcune debbano ancora essere attuate, il Consiglio ha deciso di riprendere gradualmente la cooperazione. A seguito di un ulteriore revisione della situazione nel gennaio 2002 che constati l’adempimento degli impegni, la piena cooperazione verrà ripresa.

Russia

- Non proliferazione e disarmo

Il Consiglio ha adottato una decisione che attua l'azione comune 1999/878/PESC diretta a contribuire al programma di cooperazione dell'Unione europea per la non proliferazione e il disarmo nella Federazione russa.

Obiettivo del programma è sostenere la federazione russa nei suoi sforzi per il controllo degli armamenti e il disarmo ed a tal fine:

- a cooperare con la Federazione russa nel suo perseguimento di uno smantellamento e/o riconversione, sicuri e rispettosi dell'ambiente, delle infrastrutture e delle apparecchiature connesse con le armi di distruzione di massa;

- a fornire un quadro giuridico e operativo per il potenziamento del ruolo dell'Unione europea nelle attività cooperative di riduzione del rischio nella Federazione russa, attraverso una cooperazione orientata ai progetti;

- a promuovere l'opportuno coordinamento di programmi e progetti in questo settore a livello di Comunità, di Stati membri e internazionale.

Conformemente all'articolo 2, paragrafo 2 dell'azione comune 1999/878/PESC i seguenti progetti sono inseriti nel programma di cooperazione dell'Unione europea per la non proliferazione e il disarmo nella Federazione russa:

- appoggio all'autorità di sicurezza nucleare russa per l'elaborazione della base e dei documenti normativi relativi allo smaltimento del plutonio militare;

- realizzazione di studi e studi sperimentali per la dimostrazione e l'autorizzazione dei combustibili a ossidi misti (MOX);

- realizzazione di uno studio di fattibilità in cooperazione per l'immobilizzazione delle scorie russe contenenti plutonio militare;

-

appoggio all'Agenzia di munizionamento della Russia (RAA) per adempiere alle responsabilità che incombono alla Federazione russa ai sensi della convenzione sulle armi chimiche (CWC);

- appoggio alla costruzione di infrastrutture connesse alla distruzione di gas nervini depositati nel sito di Shchuch'ye.

Stato di diritto, istituzioni pubbliche e società civile - conclusioni

"In seguito alle conclusioni del Consiglio europeo di Göteborg sulla Russia, il Consiglio ha accolto con favore la relazione della Presidenza sullo Stato di diritto, le istituzioni pubbliche e la società civile in Russia, contenente proposte di altre azioni da parte dell'Unione europea, quale utile base per ulteriori discussioni nell'ambito dell'Unione.

Il consolidamento della democrazia, dello Stato di diritto e delle istituzioni pubbliche in Russia rimane una priorità per l'Unione europea nelle sue relazioni con la Russia. Pur riconoscendo i sostanziali progressi compiuti nell'ultimo decennio in Russia verso la democrazia, una società pluralistica che rispetti i diritti umani e uno Stato di diritto, il Consiglio ha rilevato che sussistono ancora notevoli carenze, in particolare per quanto riguarda l'attuazione delle normative e il funzionamento delle istituzioni pubbliche, compresi gli organi giurisdizionali. Il Consiglio ha inoltre preso atto della necessità di rafforzare la società civile. In questo contesto, ha ribadito che gli sviluppi in atto in Russia in alcuni settori, in particolare per quanto riguarda la situazione relativa all'indipendenza dei media, continuano a destare preoccupazione. L'Unione europea seguirà con attenzione gli ulteriori sviluppi in questi settori.

Il Consiglio ha ricordato che sia gli Stati membri che la Comunità sono già attivamente impegnati nel sostegno dello Stato di diritto, delle istituzioni pubbliche e della società civile in Russia. Il Consiglio ha concluso che dovrebbero essere fatti ulteriori sforzi in questa direzione, in stretta consultazione con le pertinenti controparti russe e che a tale scopo dovrebbero essere sfruttati appieno i mezzi e gli strumenti a disposizione dell'Unione, compresi il dialogo politico, i programmi Tacis e EIDHR e i programmi bilaterali degli Stati membri.

Sono stati proposti futuri sforzi per includere il sostegno al rafforzamento degli organi giurisdizionali e delle altre istituzioni giuridiche, alle ONG, in particolare quelle attive nel settore della democrazia e dei diritti umani, nonché all'indipendenza dei media, segnatamente a livello regionale e locale. Sono importanti sforzi per conformare la legislazione russa alle prescrizioni del Consiglio d'Europa, inclusa l'abolizione de jure della pena di morte. Dovrebbero essere promosse, ove opportuno, attività comuni dell'Unione europea e del Consiglio d'Europa.

Il Consiglio ha infine ribadito le serie preoccupazioni nutrite per la situazione in Cecenia e ha chiesto un'urgente soluzione politica del conflitto. Occorre continuare a svolgere indagini approfondite sulle violazioni dei diritti umani che sono state segnalate, in modo da poter portare i responsabili in giudizio."

Armi leggere e di piccolo calibro

- Conclusioni

"Il Consiglio nutre preoccupazione per l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere. E' profondamente preoccupato per l'enorme problema umanitario causato dalla diffusione di queste armi, che costituisce un ostacolo alla ricostruzione, allo sviluppo economico e al ripristino di condizioni di vita normali nei paesi interessati, compreso il ritorno dei profughi, impedendo nel contempo che gli aiuti umanitari raggiungano coloro che ne hanno maggiormente bisogno.

Il Consiglio sottolinea che annette la massima priorità all'esito positivo della conferenza delle Nazioni Unite sul commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti (New York, 9-20 luglio 2001).

Il Consiglio ricorda gli sforzi compiuti nell'affrontare il problema delle armi leggere e di piccolo calibro, segnatamente attraverso il programma dell'Unione europea per la prevenzione e la lotta contro il traffico illecito di armi convenzionali, il codice di condotta dell'Unione europea per le esportazioni di armi, l'azione comune sul contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere e la risoluzione del Consiglio sulla lotta all'accumulazione e alla diffusione eccessive e incontrollate di armi portatili e di armi leggere come parte dei programmi dell'UE di aiuto d'urgenza, ricostruzione e sviluppo.

Il Consiglio ricorda inoltre il ruolo attivo svolto dall'Unione europea nell'adozione del documento dell'OSCE sulle SALW in sede di Foro di cooperazione per la sicurezza del 24 novembre 2000, e i negoziati sul Protocollo contro il traffico e la fabbricazione illeciti di armi da fuoco, loro parti e componenti e munizioni, addizionale alla convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale.

Il Consiglio è persuaso che per un'efficace risposta alla sofferenza e all'insicurezza causate dalle armi di piccolo calibro e dalle armi leggere, comprese le questioni correlate come i bambini soldato, sia necessario un programma d'azione globale che combini le strategie delle parti "domanda" e "offerta" con programmi per il disarmo, la smobilitazione e la reintegrazione di ex combattenti, nonché il rafforzamento della fiducia, la soluzione dei conflitti, la creazione di capacità e lo sviluppo. Il programma d'azione dovrebbe delineare possibilità per la prosecuzione delle azioni in questi settori.

Il Consiglio esorta tutti gli Stati a contribuire all'adozione, in sede di conferenza, di un programma d'azione globale."

- Attuazione dell'azione comune dell'UE del 1998

Il Consiglio ha preso nota della relazione annuale concernente l'attuazione dell'azione comune dell'Unione europea del 17 dicembre 1998 sul contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere ed il programma dell'Unione europea sul traffico illecito di armi convenzionali del giugno 1997.

La relazione è incentrata sui seguenti aspetti:

§ iniziative nazionali per affrontare i problemi connessi con le armi portatili;

§ iniziative internazionali per affrontare i problemi inerenti alle armi portatili compresi progetti che hanno il sostegno dell'UE e degli Stati membri;

§ priorità per l'assistenza futura dell'UE.

Piano d'azione UE-Giappone

Il Consiglio ha approvato la posizione comune dell'UE relativa al piano d'azione in vista della prossima fase dei negoziati con il Giappone.

Al vertice UE-Giappone di Tokyo, nel luglio 2000, le due parti hanno convenuto di rafforzare ulteriormente i loro rapporti bilaterali e di esprimere ciò in un nuovo impegno politico. Esse hanno concordato di elaborare un piano di azione UE-Giappone di durata decennale, da sottoporre all'approvazione del prossimo vertice UE-Giappone.

Il piano di azione proposto "Shaping our common future" tratta di quattro obiettivi principali: i) Promuovere la pace e la sicurezza; ii) Rafforzare il partenariato economico e commerciale sfruttando il dinamismo della globalizzazione a vantaggio di tutti; iii) Far fronte alle sfide globali e societali; iv) Unire i popoli e le culture.

Cina - conclusioni

1. Il Consiglio ha proceduto ad un riesame della politica dell'UE nei confronti della Cina, in vista del quarto vertice UE-Cina in programma a Bruxelles il 5 settembre 2001 ed alla luce dell'accresciuto ruolo sul piano internazionale dell'UE e della Cina, nonché del loro maggiore peso politico ed economico. Il Consiglio ha espresso la sua determinazione a rafforzare la coerenza della politica dell'UE nei confronti della Cina.

2. Il Consiglio ha constatato la portata del processo di riforme economiche e sociali in Cina, dei progressi verso una società più aperta, nonché dei notevoli risultati ottenuti nella riduzione del livello di povertà. Esso ha inoltre preso atto degli sforzi compiuti dal governo cinese al fine di sviluppare il sistema giuridico. Al tempo stesso il Consiglio ha sottolineato che è di cruciale importanza per la Cina adottare delle misure per migliorare la situazione dei diritti dell'uomo e dello stato di diritto, al fine di creare una società democratica che rispetti i diritti dell'uomo e le libertà individuali. L'UE ha auspicato più ampie relazioni economiche e commerciali con la Cina, ha preso atto con soddisfazione dell'integrazione della Cina nel sistema commerciale mondiale ed ha auspicato l'accesso quanto prima di questo paese all'OMC. Essa ha inoltre sottolineato che la Cina dovrebbe affrontare anche una serie di sfide significative, come le disparità regionali e sociali, la disoccupazione di massa, la protezione dell'ambiente e la creazione di un sistema di sicurezza sociale.

3. Il Consiglio ha preso atto con soddisfazione della comunicazione della Commissione su una strategia UE nei confronti della Cina: attuazione della comunicazione del 1998 e future iniziative per una politica comunitaria più efficace (COM(2001)265, del 15 maggio 2001), considerato uno strumento per approfondire ed ampliare le relazioni in tutti i settori dove ciò appare reciprocamente vantaggioso e come dimostrazione del potenziale per il futuro delle relazioni UE-Cina. Esso ha approvato le grandi linee dell'analisi e delle raccomandazioni proposte nella comunicazione.

4. Il Consiglio ha confermato che gli obiettivi di base elencati nelle sue conclusioni del giugno 1998 sono tuttora validi, ossia (i) un'integrazione ulteriore della Cina nella comunità internazionale, (ii) il suo passaggio ad una società aperta, fondata sullo stato di diritto ed il rispetto dei diritti dell'uomo, (iii) la sua integrazione nell'economia mondiale, (iv) un migliore utilizzo delle risorse UE esistenti e (v) una migliore immagine dell'UE in Cina. Al fine di perseguire tali obiettivi, il Consiglio ha individuato delle priorità chiave a breve e medio termine, che figurano qui di seguito:

I. Integrare ulteriormente la Cina nella comunità internazionale rafforzando il dialogo politico.

5. Il Consiglio ha preso atto con soddisfazione dello sviluppo del dialogo politico, che abbraccia un'ampia gamma di questioni e problemi, sottolineando al tempo stesso la necessità di una maggiore coerenza e continuità, nonché di migliori collegamenti tra i colloqui ai vari livelli e tra il dialogo e i programmi di cooperazione. Il Consiglio ha chiesto al Comitato politico e di sicurezza di valutare, almeno una volta l'anno, i risultati e l'efficacia del dialogo politico, e se del caso, proporre degli adeguamenti.

6. L'UE deve sfruttare il dialogo politico per perseguire gli interessi dell'Unione in materia di pace, sicurezza e libertà nell'Asia orientale e sudorientale ed a livello mondiale, nonché per migliorare la cooperazione con la Cina su questioni multilaterali e sfide transitorie. Ciò includerebbe il sostegno ad una soluzione pacifica delle controversie relative allo Stretto di Taiwan e le dispute territoriali nel Mar della Cina meridionale, nonché la cooperazione nelle sedi internazionali, quali l'ONU, l'ASEM ed il forum regionale dell'ASEAN sulle questioni quali il mantenimento della pace, la prevenzione dei conflitti e la misure miranti a rafforzare la fiducia, così come la discussione di questioni ambientali a livello mondiale. L'UE è inoltre sempre interessata al controllo degli sviluppi ad Hong Kong e Macao al fine di garantire il rispetto costante delle rispettive dichiarazioni comuni e leggi fondamentali.

7. Il Consiglio ha deciso di proporre alla Cina di rafforzare il dialogo politico secondo le modalità stabilite nell'allegato. Oltre al dialogo inerente ai diritti dell'uomo, occorre tenere periodicamente dei colloqui sulla non-proliferazione, sul controllo degli armamenti e sul disarmo, per rispondere alle preoccupazioni dell'UE riguardo alla proliferazione di armi di distruzione di massa e ai loro sistemi di consegna. Considerate le politiche in materia di esportazione di armi condotte dalla Cina, in questo settore deve essere inoltre mantenuto un dialogo con l'obiettivo di garantire l'integrazione della Cina in qualità di partner responsabile e costruttivo, facendo sì che essa ad esempio si impegni nella Conferenza sul Disarmo, ratifichi il CTBT e si astenga dall'esportare attrezzature militari e tecnologie a duplice uso nei paesi sensibili.

8. Il Consiglio ha preso atto con soddisfazione che l'UE e la Cina hanno recentemente adottato misure volte ad una più stretta cooperazione nei settori dell'immigrazione clandestina e della tratta degli esseri umani ed ha espresso l'auspicio che progressi analoghi possano presto essere compiuti per combattere la criminalità organizzata transnazionale, il riciclaggio di denaro, il terrorismo internazionale ed il traffico di droga.

II. Sostenere il passaggio della Cina ad una società aperta basata sullo stato di diritto e sul rispetto dei diritti dell'uomo

9. Il Consiglio ha sottolineato le gravi preoccupazioni che nutre per quanto riguarda la situazione dei diritti dell'uomo in Cina ed ha riaffermato le sue conclusioni del 22 gennaio e del 19 marzo 2001. Esso è tuttora profondamente preoccupato per il mancato rispetto delle libertà fondamentali in Cina, a causa tra l'altro delle persistenti e diffuse restrizioni alla libertà di riunione, espressione e associazione, delle violazioni della libertà di religione e credo, della situazione delle minoranze, compreso il Tibet e lo Xinjiang, e del frequente e vasto ricorso alla pena di morte. Esso ha sottolineato l'importanza di misure concrete da adottarsi dal governo cinese per migliorare la situazione dei diritti dell'uomo nel paese. La rapida ratifica ed attuazione del patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, l'attuazione del patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali e la cooperazione con i meccanismi dell'ONU in materia di diritti dell'uomo sono essenziali a tale proposito. Il Consiglio ha ribadito la propria opinione secondo cui il dialogo dell'Unione con la Cina sui diritti dell'uomo è un'opzione accettabile solo se progressi reali sono compiuti sul campo. Esso ha rammentato la sua decisione di adottare misure per migliorare il dialogo e per continuare a valutare periodicamente i risultati. Ha ribadito il suo desiderio di rendere il dialogo più trasparente e riaffermato i settori specifici in cui l'UE si augura di compiere progressi. Esso ha sottolineato l'importanza di approfondire la cooperazione con la Cina in questo campo e si è rallegrato dell'intenzione della Commissione di definire appropriate priorità dei programmi di cooperazione per integrare il dialogo sui diritti dell'uomo. Ha accolto con favore i seminari UE-Cina sui diritti dell'uomo, che hanno sostenuto il dialogo.

III. Integrare ulteriormente la Cina nell'economia mondiale, inserendola a pieno titolo nel sistema commerciale mondiale e sostenendo il processo di riforma socioeconomica in atto nel paese, in particolare nell'ambito dello sviluppo sostenibile

10. Il Consiglio si è compiaciuto dei risultati conseguiti il 20 giugno nel quadro delle discussioni fra l'UE e la Cina su questioni rimaste in sospeso che interessano l'Unione nel contesto dell'adesione della Cina all'OMC. Ha appoggiato un'adesione della Cina all'OMC quanto più rapida possibile ed ha incoraggiato un controllo attento dell'attuazione dei suoi impegni in sede di OMC. Il Consiglio ha incoraggiato la Cina a svolgere un ruolo costruttivo nell'OMC e nei processi mondiali e regionali di liberalizzazione al fine di aumentare il potenziale della Cina sia come partner commerciale sia come destinazione sicura per gli IDE. Esso ha sottolineato che l'UE e la Cina trarrebbero benefici reciproci da una stretta collaborazione nell'ulteriore liberalizzazione del commercio mondiale ed il rafforzamento del sistema multilaterale degli scambi, in particolare mediante la cooperazione nella preparazione di una nuova tornata di negoziati globali nel quadro dell'OMC. Esso ha accolto con soddisfazione l'intenzione della Commissione di proseguire i progetti di cooperazione connessi all'OMC e di intraprendere ulteriori sforzi per aiutare la Cina ad attuare i suoi impegni in sede OMC e far fronte alle sfide legate alla ristrutturazione del suo sistema economico, sociale e giuridico mediante programmi di cooperazione complementari e dialoghi settoriali rafforzati.

11. Il Consiglio ha espresso il suo sostegno al processo di riforma in Cina. Questo paese si trova adesso ad affrontare le sfide legate al proseguimento della riforma del settore imprenditoriale statale, del sistema finanziario e del sistema di sicurezza sociale. Il Consiglio si è compiaciuto dell'intenzione della Commissione di sostenere il processo di riforma mediante i suoi programmi di cooperazione e l'ha invitata a garantire che la riduzione della povertà, la promozione dello stato di diritto ed il rispetto dei diritti dell'uomo, la parità di genere, la trasparenza, lo sviluppo regionale equilibrato e le riforme sociali (incluse la sicurezza sociale e le necessità fondamentali in materia di salute pubblica), siano pienamente prese in considerazione.

12. Il Consiglio ha sottolineato l'importanza dello sviluppo e dell'attuazione delle politiche in materia di ambiente, al fine di aiutare la Cina ad adottare modelli di produzione e di consumo più sostenibili e migliorare i suoi risultati sotto il profilo ambientale. Esso ha sottolineato l'importanza fondamentale dei progressi in tale ambito per lo sviluppo economico e la sostenibilità della società cinese e dell'ambiente mondiale. Esso ha incoraggiato la Commissione ad approfondire la cooperazione in tale settore. Il Consiglio ha inoltre preso atto con soddisfazione delle misure e politiche adottate dalla Cina riguardo alla prevenzione dei cambiamenti climatici ed ha espresso l'auspicio di una stretta cooperazione tra l'Unione e la Cina nel settore delle politiche ambientali mondiali al fine di promuovere gli obiettivi dell'UNFCCC e del Protocollo di Kyoto.

13. Il Consiglio si è compiaciuto dell'intenzione della Commissione di sviluppare i colloqui settoriali esistenti con la Cina (ad esempio nei settori della società dell'informazione, dell'energia, della scienza e della tecnologia) e di crearne di nuovi (sulle politiche e normative in materia di imprese) nonché avviare negoziati per accordi bilaterali inerenti ai trasporti marittimi ed alla cooperazione e reciproca assistenza nel settore doganale così come alla cooperazione nel campo dell'energia.

IV. Sfruttare meglio i finanziamenti europei

14. Il Consiglio ha sottolineato la necessità di uno stretto collegamento tra le politiche dell'UE in Cina in senso lato ed i programmi di cooperazione finanziati della CE. Esso ha auspicato un maggiore coordinamento tra gli Stati membri e la Commissione nell'elaborazione e nell'esecuzione dei programmi di cooperazione, in modo da promuovere un ruolo più coerente ed efficace dell'Unione nel suo insieme. Ha invitato la Commissione, in consultazione con gli Stati membri ed il governo cinese, a mettere a punto il documento di strategia per paese che stabilisce le priorità della cooperazione. Esso ha inoltre auspicato una maggiore cooperazione e condivisione delle informazioni tra la Commissione, gli Stati membri, l'ONU, le istituzioni finanziarie internazionali ed altri donatori. Al riguardo ha rammentato gli orientamenti per rafforzare il coordinamento operativo, che ha adottato il 22 gennaio 2001.

V. Elevare l'immagine dell'UE in Cina

15. Il Consiglio ha preso atto con soddisfazione delle proposte della Commissione intese a migliorare l'immagine dell'UE in Cina ed ha sottolineato l'importanza di contatti interpersonali al fine di rafforzare le relazioni reciproche. Il Consiglio ha invitato gli organismi competenti a ricercare nuovi modi per incentivare gli scambi tra persone (studenti, imprenditori, studiosi, turisti, giornalisti) tra l'UE e la Cina, per promuovere i legami culturali, nonché a prendere in considerazione nuove iniziative per mettere in contatto la società civile che sta prendendo forma in Cina con quella nell'UE.

Allegato

Il Consiglio ha deciso di proporre alla Cina la seguente struttura riveduta del dialogo politico tra l'UE e la Cina:

§ Vertici annuali a livello dei capi di stato o di governo tra la Cina e l'UE, tenuti alternativamente in Cina o nell'UE.

§ Quando necessario, riunioni tra i ministri degli affari esteri della Troika e il loro omologo cinese, oltre a riunioni annuali a latere dell'Assemblea generale dell'ONU.

§ Riunioni annuali dei direttori politici della Troika con i loro omologhi cinesi, tenute alternativamente a Pechino e nell'UE.

§ Riunioni biennali tra gli esperti in materia di diritti dell'uomo della Troika e cinesi.

§

Riunioni annuali tra i direttori della Troika responsabili dell'Asia e del Pacifico e i loro omologhi cinesi, incentrate sulle questioni relative all'Asia ed al Pacifico, ove possibile da tenersi in concomitanza con i colloqui UE-Cina sui diritti dell'uomo quando questi si tengono a Pechino.

§ Riunioni almeno annuali tra gli esperti della Troika e cinesi in materia di controllo sulle esportazioni di armi, non proliferazione e disarmo.

§ Consultazioni politiche tra i consiglieri politici locali della Troika ed il ministro degli affari esteri cinese."

Posizione comune dell'UE su Cuba - conclusioni

"Il Consiglio ha preso atto della nona valutazione della posizione comune dell’Unione europea su Cuba. Esso ha rilevato che dalla precedente valutazione del dicembre scorso non vi sono stati indizi concreti di evoluzione della politica da parte del governo cubano verso la realizzazione degli obiettivi previsti dalla posizione comune. Inoltre, tale posizione costituisce tuttora la base della politica dell'Unione europea nei confronti di Cuba e il Consiglio ne ha pertanto rilevato la costante validità.

Il Consiglio ha ribadito che gli obiettivi dell’Unione europea nei confronti di Cuba restano l’incoraggiamento di un processo di transizione pacifica a una democrazia pluralistica e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Benché la situazione socioeconomica rimanga precaria il Consiglio ha preso nota di segni di miglioramento del tenore di vita della popolazione.

Il Consiglio ritiene essenziale che l’UE e le autorità cubane si impegnino in un dialogo franco e costruttivo su tutte le questioni di interesse comune. L'Unione europea rimane disponibile per riprendere tale dialogo. Alla luce della nona valutazione, il Consiglio è del parere che una maggiore presenza di attori UE a Cuba consentirebbe di dare maggiore impulso alla posizione comune, in quanto renderebbe possibile un processo costante di dialogo, scambio di esperienze e apprendimento per il futuro.

Il Consiglio incoraggia pertanto la Commissione europea a potenziare i suoi sforzi di cooperazione in particolare con le organizzazioni civili e non governative a Cuba. Il Consiglio sarebbe favorevole ad avviare un dialogo costruttivo con Cuba su un futuro quadro di cooperazione basato sul rispetto di principi democratici, dei diritti dell'uomo e dello Stato di diritto."

Relazioni UE-Svizzera

Il Consiglio

§ ha preso atto dell'andamento dei contatti tra UE e Svizzera per quanto riguarda i vari punti in discussione che sono essenzialmente la partecipazione svizzera all'agenzia europea, dell'ambiente, cooperazione nel settore delle statistiche, lotta contro la frode, scambi di prodotti agricoli trasformati, tassazione del risparmio, liberalizzazione generale dei servizi, partecipazione svizzera ai programmi su formazione, gioventù e media, partecipazione svizzera all'acquis di Schengen/Dublino;

§

ha convenuto di

- chiedere che le questioni tecniche, istituzionali e giuridiche connesse alla richiesta della Svizzera di partecipare all’acquis di Schengen/Dublino, siano esaminate, senza ulteriori ritardi, nell'ambito dei pertinenti organi preparatori del Consiglio, per preparare le discussioni in vista di un mandato di negoziato;

- chiedere alla Commissione di:

= avviare i negoziati con la Svizzera relativi ai settori per i quali il Consiglio ha adottato mandati (ambiente, statistiche, agricoltura e frodi);

= proseguire i contatti esplorativi in corso con la Svizzera riguardanti gli altri settori in discussione tra le due parti; e

= proporre al Consiglio, al momento opportuno e nell’ambito delle proprie competenze, progetti di mandati nei rispettivi settori.

- incoraggiare la Svizzera ad essere sollecita nel rispondere alle presenti conclusioni;

- chiedere al Comitato dei Rappresentanti Permanenti e al Gruppo EFTA di continuare il monitoraggio dei contatti in corso e degli sviluppi nei diversi settori in discussione tra l’UE e la Svizzera, coinvolgendo gli organi pertinenti del Consiglio responsabili dei vari settori.

Turchia

Il Consiglio ha adottato la sua posizione in vista della 40ª sessione del Consiglio di associazione UE-Turchia del 26 giugno 2001 (cfr. doc. CE-TR 109/01 Presse 272).

Ucraina

- Quarto consiglio di cooperazione

Il Consiglio ha approvato la sua posizione in vista della quarta riunione del consiglio di cooperazione del 26 giugno 2001 (cfr. doc. 10230/01 Presse 252).

- Strategia comune dell'UE

Il Consiglio ha inoltre preso nota della relazione sullo stato di avanzamento dei lavori sul piano operativo della Presidenza per l'attuazione della strategia comune sull'Ucraina, elaborato sotto la responsabilità della Presidenza svedese.

La relazione si incentra sui seguenti settori:

§ Sostegno al processo di transizione economica e democratica in Ucraina;

§ Mantenimento della stabilità e della sicurezza e risposta a sfide comuni sul continente europeo;

§ Sostegno a una cooperazione rafforzata tra l'UE e l'Ucraina nell'ambito dell'allargamento dell'UE;

§ Cooperazione nei settori della cultura, del gemellaggio e dei programmi di scambio;

§ Inventari e promozione della cooperazione.

Associazione con la Slovacchia

Il Consiglio ha adottato la sua posizione in vista della settima sessione del Consiglio di associazione del 26 giugno 2001 (cfr. doc. UE-SK 2015/01 Presse 270).

Associazione con la Slovenia

Il Consiglio ha adottato la sua posizione in vista della terza sessione del Consiglio di associazione del 26 giugno 2001 (cfr. doc. UE-SK 2015/01 Presse 270).

UE-Mercosur

Il Consiglio ha adottato la sua posizione in vista della seconda riunione del Consiglio di cooperazione UE-Mercosur del 26 giugno 2001 (cfr. doc. 10231/01 Presse 253).

UE-Cile

Il Consiglio ha adottato la sua posizione in vista seconda sessione del Consiglio congiunto UE-Cile del 26 giugno 2001 (cfr. doc. 10232/01 Presse 254).

SEE

- 15ª sessione del Consiglio SEE

Il Consiglio ha approvato la sua posizione in vista della 15ª sessione del Consiglio SEE (cfr. doc. EEE 1605/01 Presse 273).

- Accordo SEE

Il Consiglio ha approvato il progetto di decisione del Comitato misto SEE che modifica il protocollo 31 dell'accordo SEE, sulla cooperazione in settori specifici al di fuori delle quattro libertà (cooperazione nei settori dell'istruzione, della formazione e della gioventù)

Il progetto di decisione intende modificare il protocollo 31 per estendere la cooperazione nei settori dell'istruzione, della formazione e della gioventù. Prevede un quadro di cooperazione e definisce le modalità per la partecipazione a pieno titolo degli Stati membri EFTA/SEE ai programmi e alle azioni della Comunità in tale settore ("Azioni preparatorie di cooperazione nel campo dell'istruzione e delle politiche per i giovani - Spese di gestione amministrativa" - "Azioni preparatorie di cooperazione nel campo dell'istruzione e delle politiche per i giovani").

Il Consiglio ha inoltre approvato la decisione del Comitato misto SEE che modifica l'allegato II (Regolamentazioni tecniche, norme, prove e certificazioni) e l'allegato XX (Ambiente) dell'accordo SEE.

POLITICA DELL'OCCUPAZIONE E AFFARI SOCIALI

- Misure di incentivazione nel settore dell'occupazione

Il Consiglio ha adottato una posizione comune sulla proposta di decisione relativa a misure comunitarie di incentivazione nel settore dell'occupazione. La posizione comune verrà ora trasmessa al Parlamento europeo per una seconda lettura conformemente alla procedura di decisione.

Le misure comunitarie di incentivazione mirano a incoraggiare le iniziative per promuovere la cooperazione tra gli Stati membri e a sostenere l'azione nel settore dell'occupazione. La proposta si basa sull'articolo 129 del trattato CE e costituisce l'ultima tessera mancante per completare l'attuazione del titolo "occupazione" del trattato. Il suo obiettivo è di incoraggiare le attività comunitarie per promuovere l'occupazione, in particolare con interventi finanziari per la creazione di posti di lavoro. Le attività contemplate dagli strumenti esistenti dal suo campo di applicazione.

- Prescrizioni minime di sicurezza e di salute: esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dalle vibrazioni meccaniche

Dopo l'accordo politico raggiunto in sede di Consiglio "Occupazione e politica sociale" del 27 e 28 novembre 2000, il Consiglio ha adottato formalmente la posizione comune relativa alla proposta di direttiva che stabilisce le prescrizioni minime di sicurezza e di salute per i lavoratori esposti ai rischi derivanti dalle vibrazioni meccaniche. La posizione comune verrà ora trasmessa al Parlamento europeo per la seconda lettura conformemente alla procedura di codecisione.

La direttiva mira a lottare contro gli effetti delle vibrazioni che provocano disturbi muscolari e ossei che sono attualmente la causa principale delle malattie professionali. Essa si applicherà ai casi di vibrazioni trasmesse alle mani e braccia, che comportano in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari. Si applicherà altresì alle vibrazioni trasmesse al corpo intero, che comportano in particolare rischi di patologie della regione lombare, e traumi del rachide.

La proposta di direttiva stabilisce livelli d'azione oltre i quali debbono essere adottate misure specifiche di prevenzione, quali la scelta dell'attrezzatura di lavoro, che comporti, tenuto conto del lavoro da svolgere, il minor numero possibile di vibrazioni o il diritto, per i lavoratori interessati, di essere sottoposti ad un controllo sanitario appropriato.

La proposta di direttiva è intesa come prima direttiva separata dopo la "scissione" nel 1999 della prima proposta della Commissione, risalente al 1993, che raggruppava nello stesso strumento quattro tipi di agenti fisici (rumori, vibrazioni meccaniche, radiazioni ottiche, campi e onde elettromagnetiche). La seconda direttiva tratterà l'esposizione al rumore su cui il Consiglio "Occupazione e politica sociale" dell'11 giugno 2001 ha raggiunto un accordo politico per una posizione comune.

Maggiori informazioni si possono trovare nel documento 13862/00 Presse 454.

PESCA

- Accordo con la Danimarca e la Groenlandia

Il Consiglio ha adottato il regolamento relativo alla conclusione del quarto protocollo che fissa le condizioni di pesca previste dall'accordo in materia di pesca tra la Comunità economica europea, da un lato, ed il governo della Danimarca ed il governo locale della Groenlandia, dall'altro. In base al nuovo protocollo i pescatori comunitari beneficeranno delle possibilità di pesca nelle acque sotto la giurisdizione della Groenlandia dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2006.

TRASPARENZA

- Conclusioni del Consiglio sull'apertura, la trasparenza e la buona condotta amministrativa

"1. Nel ricordare le conclusioni del giugno 1999 il Consiglio si compiace dei progressi compiuti in materia di apertura e trasparenza dall’entrata in vigore del trattato di Amsterdam e ribadisce il suo risoluto impegno ad operare per avvicinare le istituzioni dell’Unione europea ai cittadini.

Il Consiglio si compiace in particolare dell’adozione del regolamento (CE) n. 1049/2001, basato sull’articolo 255 del trattato, relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, finalizzato a definire i principi, le condizioni e le limitazioni per motivi di interesse pubblico o privato, che disciplinano il diritto di accesso a detti documenti, a definire regole che garantiscano l’esercizio più agevole possibile di tale diritto e a promuovere le buone prassi amministrative sull’accesso ai documenti.

2. Il Consiglio ricorda l’adozione, in data 9 aprile 2001, della decisione 2001/320/CE che rende accessibili al pubblico talune categorie di documenti del Consiglio via Internet, semplificando in tal modo l’accesso ai documenti del Consiglio.

3. Il Consiglio prende atto con soddisfazione dell’iniziativa di dar vita ad un "forum dei cittadini – un sito web "L’avvenire dell’Europa" (htpp://europa.eu.int/futurum), dove poter raccogliere e consultare facilmente tutti i contributi al dibattito sul futuro dell’Unione europea.

4. Il Consiglio si compiace dei progressi compiuti dalle istituzioni comunitarie e dall’Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee per quanto riguarda la presentazione via Internet dei testi legislativi, a titolo gratuito, nel portale comune EUR-Lex (http://eur-op.eu.int/portail/index.html).

5. Il Consiglio prende atto dell’adozione, da parte del Segretario Generale/Alto Rappresentante, di un codice di buona condotta amministrativa per le relazioni professionali del Segretariato generale del Consiglio dell’Unione europea e del suo personale con il pubblico."

 

- Accesso del pubblico ai documenti - Dichiarazione

Nell'ambito dell'adozione del regolamento, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, da parte del Parlamento europeo e del Consiglio, il 30 maggio 2001, le tre istituzioni hanno fatto la seguente dichiarazione comune:

"1. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione convengono che le agenzie e gli organismi simili istituiti dal legislatore debbano avere disposizioni relative all'accesso ai propri documenti conformi a quelle del presente regolamento. A tal fine, il Parlamento europeo e il Consiglio plaudono all'intenzione della Commissione di proporre quanto prima modifiche agli atti istitutivi delle agenzie e degli organismi esistenti e di includere disposizioni pertinenti nelle future proposte concernenti l'istituzione di simili agenzie ed organismi e si impegnano ad approvare rapidamente gli atti necessari.

2. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione esortano le istituzioni e gli organi che non rientrano nel campo di applicazione del paragrafo 1 ad adottare un regolamento interno sull'accesso del pubblico ai documenti che tenga conto dei principi e delle limitazioni del presente regolamento."

GIUSTIZIA, AFFARI INTERNI E PROTEZIONE CIVILE

- Scambio dei risultati delle analisi del DNA

Il Consiglio ha formalmente adottato una risoluzione sullo scambio dei risultati delle analisi del DNA (cfr. doc. 9118/01 Presse 203).

- Criminalità internazionale ad alta tecnologia e criminalità informatica

Il Consiglio ha adottato formalmente una raccomandazione sulla rete dei punti di contatto accessibile 24 ore al giorno ai fini della lotta alla criminalità ad alta tecnologia e alla criminalità legata alle tecnologie dell'informazione (cfr. doc. 9118/01 Presse 203).

NOMINE

- Comitato delle regioni

Il Consiglio ha adottato la decisione recante la nomina del sig. Guy VAN HENGEL, membro supplente del Comitato delle regioni, in sostituzione della sig.ra NEYTS-UYTTEBROECK, per la restante durata del mandato, vale a dire fino al 25 gennaio 2002.

 

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